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Tue, Dec

Autodiagnosi, ecco l’Obd2

Mondo Motori
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Si chiama OBD2, acronimo di on-board diagnostics, ed è il sistema di autodiagnosi dell'auto. in sostanza, da quando l'elettronica è presente in maniera massiccia sulle auto la semplice diagnosi fatta dal riparatore non basta più. Oggi le auto sono tutte (chi più chi meno) in grado di autodiagnosticare i propri problemi di funzionamento e lo fa tramite l'OBD. Il sistema ovviamente non è perfetto e, anche se uno strumento può dare un codice errore, capire da cosa sia creato l'errore è un altro paio di maniche. Ogni auto ha differenti centraline, in particolare ad essere chiamate in causa è l'EMC (engine control module, cioè la centralina motore) o in alternativa la PCM (powertrain control module), che monitorano costantemente il motore per capire se ci sono cause che possono interferire sul livello di emissioni. Se l'ECM o la PCM trovano un parametro fuori norma che produrre un problema al motore, attivano la luce del cruscotto (chiamata MIL o malfuncion indicator light) che generalmente altri non è che un pittogramma del motore o la scritta check engine (o check e basta, in ogni caso indica che bisogna fermarsi). Ovviamente il sistema non si ferma qui, l'ECM o la PCM, infatti, salvano il codice errore che ha generato il problema (si chiama DTC o diagnostic trouble code) in memoria. Il vantaggio di questo sistema è che gli errori vengono salvati ed è possibile, proprio tramite il protocollo OBD, leggerli per l'autoriparatore, che a quel punto può procedere con la diagnosi vera e propria. Il protocollo OBD2, in aggiunta al precedente OBD prevede che a comunicare e salvare gli errori non siano solo le centraline del motore e della trasmissione (cioè quelle che impattano sull'ambiente, motivo per cui è nata la necessità di questo tipo di "autocontrollo"), ma anche le centraline accessorie e quelle legate alla sicurezza.