Manutenzione auto, cresce la spesa

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Lo scorso anno gli italiani hanno speso 27.136 milioni di euro per la manutenzione e le riparazioni delle loro vetture, pari ad un incremento dell’1,9% rispetto all’anno precedente. Lo rileva uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, secondo il quale la rete di assistenza agli autoveicoli nel nostro Paese ha toccato quota 116.948 aziende con una modesta crescita sull’anno precedente (+0,6%). Di queste, la fetta più cospicua si dedica alle attività di manutenzione e riparazione, con ben 83.460 officine (+0,8% sul 2013) di cui più della metà (43.440, l’1,3% in confronto all’anno precedente) è costituito da meccanici e motoristi. Si ricorda che dall’inizio del 2013 la categoria dei meccanici motoristi si è fusa con quella degli elettrauto che, nel 2014, erano 7.976 (-1,6%).  Da tale accorpamento è nata la nuova figura dei meccatronici che, sostanzialmente, è la presa d’atto della profonda evoluzione che ha interessato il settore, in cui la crescente introduzione dell’elettronica ha profondamente modificato non solo le caratteristiche costruttive e le stesse dotazioni dei veicoli, ma anche il modo di ripararli e manutenerli. Nessuna innovazione ha riguardato, invece, la categoria dei carrozzieri la cui attività è strettamente legata alla infortunistica stradale e che nel 2014 contava 21.805 aziende con una lieve crescita sul 2013 (+0,2%). Anche i gommisti sono leggermente in aumento: la loro consistenza numerica, infatti, è passata dalle 6.325 aziende del 2013 alle 6.397 imprese del 2014. L’incremento è stato dell’1,1% ed è coerente con la situazione dei gommisti che negli ultimi anni hanno tratto notevoli vantaggi dall’introduzione degli pneumatici invernali. L’ultima categoria di aziende dedicate alle attività di manutenzione e riparazione è quella delle officine dei concessionari. Si tratta di strutture con configurazioni spesso diverse tra loro e che prevedono quantomeno meccanici motoristi ed elettrauto anche se non mancano casi in cui sono presenti pure l’attività di carrozzeria e quella dei gommisti. A fianco del nocciolo duro dell’assistenza costituito dalle aziende sin qui descritte vi sono altre 33.000 imprese che svolgono attività pure fondamentali per il servizio agli automobilisti. Si tratta dei centri di revisione che nel 2014 erano 7.776 (+2,7%): strutture private a cui lo Stato ha delegato i compiti previsti dall’articolo 80 del Codice della strada in termini di verifica e controllo periodico dell’efficienza degli autoveicoli sia dal punto di vista della sicurezza che delle emissioni. Vi sono poi le stazioni di servizio che lo scorso anno erano 19.669 (-1,5%) e gli autolavaggi il cui totale nel 2014 era pari a 33.488 con una crescita dello 0,2%. Riparazione dell’auto significa spesso sostituzione di pezzi e componenti non più funzionanti. Si tratta di un mercato in crescita, ma sul quale gli automobilisti devono fare particolare attenzione al rischio dei falsi. Secondo fonti doganali, infatti, il 15% dei ricambi per auto venduti nel nostro Paese sono contraffatti, per un giro d’affari di 150 milioni di euro l’anno. Il canale dove è più facile imbattersi in questo pericolo è sicuramente la rete internet dove allettanti siti web offrono a prezzi stracciati, prodotti molto simili agli originali ma di scarsa qualità. Secondo la Guardia di Finanza, i casi di ricambi contraffatti più venduti in Italia riguardano le pasticche dei freni con i relativi dischi (da soli costituiscono il 34% del totale pari a oltre 50 milioni di euro) e la componentistica relativa allo sterzo, pari al 17%. Un dato preoccupante se si considera che stiamo parlando di parti del veicolo della massima importanza ai fini della sicurezza che potrebbero, pertanto, comprometterne seriamente l’affidabilità durante la marcia e, quindi, la stessa incolumità di chi vi è a bordo. Seguono, in questa particolare classifica, i ricambi per il motore (16%), i filtri 4% e le pompe dell’olio (4%).